giovedì 13 novembre 2008

Empatia


Escher. Un modo per darti altri compiti per casa e ringraziarti. Non è molto ma è quello che per ora posso darti. Accettalo per quel poco che è…
Quello che hai detto e fatto ieri l’ho sentito veramente. So che sembra retorica, ma veramente non riesco a trovare le parole per ringraziarti. Sai essermi vicina quando ne ho bisogno e sai cazziarmi quando è necessario. Provi a rispondermi per le rime quando io ti piglio in giro, pur sapendo che non potrai mai vincere contro di me. E sei addirittura disposta a “prestarmi le ali così ricordo come si fa a volare”…
Apprezzo veramente tanto tutto quello che fai per me.

Grazie

martedì 11 novembre 2008

Piacevolmente confuso


Sai, sono strani giorni. Giorni in cui mi chiedo, senza trovare una risposta, cosa succederà. Cosa sarà di quello che mi porto dentro. Di quello che vorrei dire e non oso dire…o forse non sono capace di dire. O più semplicemente credo di dover dire.

Sono strani giorni in cui mi sento piacevolmente confuso. Giorni ovattati. Giorni in cui il cielo ha qualche cosa di infernale. Giorni in cui credo di poter volare, ma poi mi rendo conto che devo restituire le ali prese in affitto. Breve estasi di un momento.

Sono strani giorni in cui sembra di essere caduto in un baratro senza fine. Giorni in cui troppo ho osato e le ali sciolto. E precipito roteando verso l’inevitabile suolo.

Sono strani giorni in cui tutto questo si mescola e si esprime. Giorni di altalena.

Sono strani giorni in cui vorrei tanto tornare a quei tempi, quando bastava un’altalena con le catene arrugginite per farti divertire. E gridare: “Più in alto, papà! Più in alto!”

Ora altra è l’altalena e altri sono i gridi che escono dalla bocca lacerata. E non so se voglio andare più su o scendere.

Sono strani giorni.

Proprio strani.

martedì 4 novembre 2008

Novembre


Cala Novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti,
lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti...
Cade la pioggia ed il tuo viso bagna di gocce di rugiada
te pure, un giorno, cambierà la sorte in fango della strada, in fango della strada...

Detta così sembra che Novembre sia un mese orrendo…una mese triste.
Dove la malinconia dell’andato si ripresenti come un’immagine nitida e viva nella nebbia che ti avvolge, dove il ricordo del caro defunto sia angoscia che ti prende da dentro e non te la lavi via nemmeno con l’acido muriatico.

Invece non è così. Novembre è un mese stupendo, dove ognuno di noi si confronta con i ricordi dei propri cari, un’occasione per rincontrarli e parlarci di nuovo, in modo più surreale e vero. Dove non abbiamo più bisogno di mentire o di fingere con il nostro interlocutore, che tanto non ne abbiamo bisogno…e se ne accorgerebbe…
Novembre è un modo per ricordare chi ci è stato vicino.

Novembre è luci, colori, sapori, odori unici.
Novembre sono i lampioni dei viali che si accendono già alle cinque del pomeriggio, e iniziano ad avvisarti che tra un po’ è Natale. È il preludio di una magia, ed è magia Novembre stesso.
Novembre è il giallo delle ultime foglie che cadono, il bianco della prima neve, il nero del cielo notturno, i colori rapidi ed evanescenti del fuoco nel camino.
Novembre è il sapore del vino nuovo e novello, accompagnato dalle castagne.
Novembre è l’odore di casa. Di quella casa dove sei nato e cresciuto. Del camino attorno a cui la sera, dopo cena, ti riunisci con i tuoi per cuocere e mangiare le castagne. Con le poltrone rivolte verso il fuoco, verso il caldo buono. Novembre sono gli scherzi tra fratelli, tra genitori, tra gente che si conosce da una vita e, pur non essendosi scelti, si ama.
Novembre per me vuol dire famiglia, amici, festa.

Questo è il mio Novembre, il mio mese.

giovedì 30 ottobre 2008

Invettiva


Premessa

Finalmente il mio periodo di mutismo volontario è finito. Ed ora dirò tutto quello che ho trattenuto dentro in questo mese di protesta e sconvolgimenti. La mia invettiva sarà talmente ampia da poterla definire smisurata, ed è talmente smisurata che rimarrà sicuramente inascoltata. Inizierò spiegando un termine che ultimamente tutti usiamo ma che magari non tutti sanno di preciso cosa voglia dire. E cercherò di farlo nel modo più semplice possibile.

Capitolo 1: Un Decreto legge (d.l.)

Un decreto legge è un atto con forza di legge che può essere adottato dal Governo “in casi straordinari di necessità ed urgenza” (Costituzione italiana, art. 77).
In pratica il decreto legge serve per delegittimare il Parlamento del proprio potere legislativo, anche se per un periodo limitato (60 gg.). Il d.l. entra in vigore immediatamente, il giorno stesso della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Tuttavia, se non viene convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione, decade retroattivamente (ex tunc): è come se non fosse mai esistito. Ma le Camere possono con legge, regolare i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto non convertito (c.d. legge di sanatoria).
A tal fine, il governo, il giorno stesso dell'adozione, deve presentare il d.l. alle Camere per la conversione in legge, che avviene con la presentazione di un disegno di legge di iniziativa governativa (come tale va autorizzato dal Presidente della Repubblica). La sussitenza dei presupposti (casi straordinari di necessità ed urgenza) è rimessa alla valutazione discrezionale dallo stesso Governo, che peraltro ne assume la responsabilità. Tuttavia la Corte Costituzionale ammette la possibilità di dichiarare l'illegittimità costituzionale dei d.l. adottati in evidente carenza dei presupposti medesimi.
In poche parole…l’unica speranza di veder decadere un d.l. è la Corte Costituzionale.

Capitolo 2: IL Decreto legge

Del d.l. 133 (“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”) si è detto praticamente tutto…
Quindi proverò a riassumerne i tratti principali in pochi punti. Innanzi tutto con questo d.l. ci sarà il blocco del così detto “turn over”; ovvero per 5 professori in Italia che andranno in pensione se ne assumerà uno soltanto. Questo non solo causerà la c
hiusura di alcuni corsi, ma impedirà anche di la possibilità di mantenere alta la qualità della didattica. E questo è solo l’inizio, in quanto impedirà il ricambio generazionale nell’insegnamento, precludendo a un’intera generazione la carriera universitaria, e causando di concerto l’aumento della precarietà.
Il nostro astutissimo Governo ha però trovato una soluzione direi geniale a questo problema: l’affidamento delle università pubbliche a fondazioni private. Questo cosa vuol dire? Vuol dire università private.
Detta così uno dice…embè??? Embè università privata significa ricerca privata, e quindi la limitazione della ricerca ai soli campi produttivi nell’immediato ed economicamente di rilievo. Quindi scomparirà la così detta “ricerca pura” senza la quale non avremmo molti degli strumenti diventati basilari per noi occidentali.
Un esempio? Einstein prese il nobel per i suoi studi sulla spiegazione dell’effetto fotoelettrico. Questo studio non ebbe riscontri pratici per decenni, ma è grazie a questo effetto che noi adesso abbiamo le moderne tecnologie (come ad esempio televisori, computer, ecc). Privatizzando le università non si fa altro che abolire la ricerca pura.
Università privata significa anche maggiori costi per le iscrizioni agli atenei, e quindi solo in pochi potranno permettersi di fare l’università… È da quando ho iniziato a scrivere questo post che mi sto trattenendo dallo scrivere la parola “classe”…ma è proprio quello che succederà…solo la “classe” più abbiente potrà permettersi di iscrivere i propri figli all’università. Facendo rimanere noi altri comuni mortali nell’ignoranza. Non basteranno più i sacrifici che i nostri genitori fanno per mantenerci…dovremmo dar via anche il culo!!! Come ha detto la Littizzetto qualche giorno fa: “Ricordate le 3 i della Moratti? Inglese, internet e impresa…adesso c’è la quarta: in culo!”
Il termine “privato” non vi ricorda niente? Se vi sforzate un attimo ricorderete sicuramente che qualche anno fa ci sono state proteste per motivi molto simili…gli incentivi da parte della stato alle scuole private e i tagli di fondi alla scuola pubblica. Con questo decreto hanno finito il lavoro di privatizzare l’istruzione italiana.
Questo fatto insieme ad altri molti accaduti negli ultimi tempi (tra cui le parole del nostro Capo del Governo che in un intervista definì il Consiglio dei Ministri come un Consiglio di amministrazione) mi fanno sempre più pensare che stanno trasformando lo Stato-Italia nell’Azienda-Italia.

Ricordiamoci però che lo Stato siamo noi!!!

Capitolo 3: Napolitano, Cossiga e altri racconti

Le scuole e le università di tutta Italia sono occupate, la protesta scende nelle piazze e nelle strade. Ci sono reazioni diverse (come è normale che sia) per quello che sta succedendo. Ecco secondo me 2 esempi di interventi sbagliati.
Il primo è quello di Napolitano…è la prima volta che mi trovo a dire cose contro il nostro Presidente della Repubblica. In un’intervista ha detto che lui non può schierarsi né dalla parte del governo né dalla parte degli studenti. E secondo me questo è sbagliato. Lui dovrebbe schierarsi, dovrebbe dire chi sta sbagliando e chi no. Ci sono due blocchi nettamente contrapposti: da una parte un governo che vuole promulgare una legge e dall’altra una buona parte della popolazione che non la vuole questa legge. Dico buona parte perché non so le cifre esatte del movimento di protesta (e penso che nessuno le saprà mai…). Ciò che è certo è che questa riforma è riuscita ad unire contro il Governo studenti, genitori, insegnanti, presidi e rettori…il che non è male…ma secondo il governo siamo solo una minoranza da scacciare dalle aule con la forza…
Il secondo è quello di Cossiga, ex presidente della repubblica e senatore a vita. Ho letto una sua intervista che è praticamente impossibile da sintetizzare…si perderebbe tutto il senso e il gusto delle parole esatte dette da lui. Quindi vi riporto l’intervista (in corsivo l’intervistatore e virgolettato Cossiga).

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c’è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

E non c’è bisogno di commento…

Premessa al capitolo 4

Prima di iniziare questo capitolo c’è bisogno di una premessa.
Questo capitolo è una critica di quello che ha scritto e detto Matteo (mi hai chiesto tu la mia opinione Mattè). Non farei mai una critica a lui se non gli volessi bene…quindi Mattè…prendila nel verso migliore.

Mattè
Ti voglio bè.

Capitolo 4: Roccarinica

Tu hai detto che manifestare è sciocco e inutile. Che se si trova una legge ingiusta semplicemente non la si rispetta. Ma secondo me questa è una visione al quanto infantile del diritto e del dovere di un cittadino. Non rispettando la legge applichi una sorta di protesta silente…è vero. Ma essendo silente non verrà mai e poi mai ascoltata. Non dico che alzando la voce verremo ascoltati, ma che ci sono maggiori probabilità. Come si dice…se non ci si prova, le probabilità scendono a 0.
E poi su questa legge non c’è la possibilità di non rispettarla…semplicemente la subiremo, in quanto non è una legge per noi comuni cittadini, ma una riforma del sistema scolastico…
In secondo luogo tu mi hai definito un “comunista felice in quanto non pensa ma segue i dettami dall’alto”. Da come ti ho risposto l’altra volta (“Mattè…ma vaffanculo!”) avrai sicuramente capito che me la sono presa un pochino. Ora…immagino che tu stessi scherzando (dato che mi hai inserito a metà del discorso e che la prima parte non l’ho potuta ascoltare visto che ero in doccia), ma ci sono cose che danno molto fastidio…quindi ti invito a pesare meglio le parole, soprattutto con persone che conosci, ma non conosci così a fondo da sapere come la pensa su certi argomenti…
Infine veniamo al commento al tuo post contro Che Guevara e pro Garibaldi.

Tu hai definito Che Guevara “Un vigliacco che usava altre persone.” L’hai definito più volte assassino. Però ammiri Garibaldi. Lui invece ha fatto l’Italia con la penna?
Forse che Garibaldi ha riunito i vari capi di stato e gli ha detto: “Signori, uniamoci e facciamo l’Italia”? Non mi pare…mi pare abbia detto: ”Qui si fa l’Italia o si muore”
Si muore…capito?
Mi pare che anche lui abbia riunito attorno a se dei soldati per unire l’Italia…aspetta…com’è che si chiamava…ah sì…la “Spedizione dei mille”…non si chiamava di certo la “spedizione delle cartoline”…

Quindi…il mio ragionamento non è del tipo “hai torto” o “hai ragione”…il mio ragionamento serve per farti capire che come odi Che Guevara, dovresti odiare Garibaldi…ah certo…Garibaldi ha fatto l’Italia…gran capolavoro!!!
Dovresti odiare non solo Garibaldi, ma anche tutti i patrioti internazionali…inizio l’elenco?
Ma sì: Zapata, Pancho Villa, Sub-comandante Marcos, la resistenza spagnola contro Franco, i partigiani italiani, Simòn Bolivar, le varie rivoluzioni (perché come disse Mao: “La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria,non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza”), compresa quella americana e di conseguenza Washington. E la finisco qui per non allungare troppo il discorso.
Il succo è: secondo il tuo ragionamento tutti i patrioti sono assassini…e come tali vanno schifati. Garibaldi no…Garibaldi è diverso perché ha fatto l’Italia.

Io in questo post non sto denigrando Garibaldi…lungi da me!!! Sto solo cercando di farti capire che ogni tanto ti contraddici, secondo il mio modesto punto di vista.

Epilogo

Come epilogo ho pensato di mettervi un testo di Battiato: “Povera patria”

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene
quello che fanno; e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Si può sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

venerdì 26 settembre 2008

Laudate hominem


Ci sono riuscito finalmente...anche io ho preso un trenta e lode nella mia carriera universitaria...ora alla collezione mancano solo il 19 e il 21...e non è che ci tenga molto a prenderli...
Alla facciaccia vostra letterati dell'università fiorentina...che sfornate 30 e lode come fossero noccioline...eheh
E per di più mia madre mi ci ha pure cazziato sopra..."vedi che se studi i risultati vengono...vedi che bla bla bla"...naturalmente scherzava...vabbè che è un membro dei Kiss...ma non è così cattiva come la dipingo...
Bòn...ora me ne vado a dormicchiare...penso di essermelo meritato...
A presto

martedì 23 settembre 2008

The tell-tale heart revisited



Tu sai. Tu sai benissimo. Mi stai nascondendo la verità. La ometti. Eviti di parlarne.

Bum Bum

Ma sai benissimo che io sospetto..sospetto qualcosa…sospetto di te.

Bum Bum

Smetti di mentire. Dillo! Dillo apertamente. Tanto sai che lo scoprirò da solo.

Bum Bum

Ti tradirai. Farai un passo falso. E io sarò lì a toglierti la tua maschera di ipocrisia e menzogna. Sarò lì a godermi il successo. Sarò lì a toglierti quel sorriso ebete e fastidioso dalla faccia. Sarò lì a mangiarti pezzo per pezzo il cuore...ancora sanguinante delle tue passioni...vere e false. Sarò lì ad assaporarne il gusto, masticando piano, gustandomi ogni momento ed ogni sapore, con quel retrogusto amarognolo dovuto alle tue falsità.

Bum Bum…Bum Bum

Quindi…smetti di mentire. E parla. Sai benissimo che io so…mi manca solo un piccolo particolare per poterti incastrare. Per poterti distruggere.

Bum Bum…Bum Bum…Bubum Bubum

PARLA!

venerdì 19 settembre 2008

Pioggia


Pioggia
Una doccia purificatrice
Che dà sollievo alle ossa
Della terra
Che rinfresca le
Dolci
Amare fronde
Del nostro vivere
Quotidiano

Pioggia
Che lava le strade
Impolverate
Dai nostri pensieri
Tristi
Felici

Pioggia
Che spruzza acqua
Pura
Sul tuo viso
Puro
Sui tuoi capelli
Profumati
Sulla tua persona
Tutta
Stupenda
Meraviglia della natura
Con le fronde
Pesanti
Leggere
Dell’acqua caduta
Dal fondo dei tuoi sogni
Da un cielo
Grigio
Bianco
Candido della tua purezza

Pioggia
Che dà sollievo
Ai nostri giorni
Che rinverdisce i nostri
Ricordi
Passati
Futuri

Piove
Governo ladro

giovedì 18 settembre 2008

Tradimento


Troppo spesso mi si accusa di non aggiornare il blog…anche adesso che lo sto modificando…
Quindi per evitare queste critiche ho deciso di intrattenervi con un testo, nell’attesa dell’inaugurazione della nuova veste del mio blogghe.

Perso nel buio
poi una fuga di luce
esplode in cielo in mille stelle

Notte cupa
conducimi al giorno
ai bagliori del mattino
con un tiepido breve sorriso

Le anime
le ultime anime
aleggiano fiocamente
al giorno
di festa
trascorso

tra gioie e dolori
tra donne e uomini
tra donne e donne
tra di voi
tra di me

Le favole
le prime favole
quotidiane reminiscenze
del giorno
che resta
nascosto

da luci e da nubi
tra usi e soprusi
tra usi e costumi
tra di noi
tra di me
tradimento

Le anime
le utlime anime
aleggiano fiocamente
al giorno
di festa
trascorso

tra gioie e dolori
tra donne e uomini
tra donne e donne
tra di voi
tra di me
tradimento
in atteggiamento segreto
ma è festa è tutto
consentito
e diamo la colpa a un
dito di vino
di vino, Divino


Bello ve’? Naturalmente non l’ho scritto io…è troppo bello per essere stato partorito dalla mia mente bacata...
È una canzone dei Quintorigo…
Beh…ora vi saluto è tardi.
Vi preannuncio che questa è la forma pre-definitiva del blog…verranno cambiati solo nome e immagine principale...

lunedì 15 settembre 2008

Work in progress


Se vedete cose strane su questo blog in questi giorni...è perchè sto studiando e provando profondi cambiamenti nei layout e nello stile...
Ci scusiamo per gli eventuali inconvenienti.
La direzione

martedì 12 agosto 2008

Hello darkness my old friend - You're still young, that's your fault



Chiedo scusa a tutti per essere sparito per tutto questo tempo...d'altronde l'estate o la si scrive o la si vive (tanto per modificare una citazione tanto cara a Matteo).
Le cose da raccontare sarebbero tante, ma il tempo è poco...e anche la voglia in questo momento scarseggia...
Quindi vi dico solo che stanotte parto per la Sicilia e non so quando torno...
Oggi cercherò di fare un giro di telefonate...tanto per sentire voci amiche che non sento da tempo...
Beh...che dire...
Solo che può sembrare che il titolo che ho messo a questo post può sembrare senza senso...e invece nella mia testa tanto complessa da essere semplice ha un senso ben preciso...
E vi invito ad ascoltare quelle 2 canzoni se non le conoscete già...naturalmente i titoli non sono quelli...cercatele e sentitele...
A questo punto vi auguro a tutti un buon proseguimento d'estate e ci sentiamo quando torno...
A presto

p.s.: Andrè...ma che fine hai fatto? come stai? e Ottino? combinato disastri come è tuo solito? fatti sentire ogni tanto...